Orientarsi nei discorsi: alcuni elementi fondamentali

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La comunicazione linguistica si esprime attraverso messaggi, che si raggruppano in discorsi, scritti o orali.

Il cuore dell’analisi dei discorsi tipica del pensiero critico è la separazione delle argomentazioni, cioè dei ragionamenti finalizzati a offrire ragioni a favore di qualcosa (un’idea, un’azione, ecc.), dal materiale accessorio e, specialmente, dalle parti retoriche, che colorano il testo o hanno l’obiettivo di persuadere facendo appello a emozioni o a suggestioni. In questo articolo ho fatto un esempio di analisi di questo tipo.

Quando portiamo ragioni a supporto di qualcosa stiamo offrendo una giustificazione. Le ragioni possono essere più o meno buone, ma in ogni caso cercare di persuadere attraverso una giustificazione significa offrire un ragionamento, cioè una o più premesse che portano a una conclusione. Chi invece cerca di persuadere facendo leva sulla retorica sostituisce la giustificazione con la suggestione, e la ragione con le emozioni.

Così, possiamo essere persuasi perché troviamo buono un ragionamento oppure perché le parole ci suggeriscono emozioni o immagini positive. Questa distinzione è di importanza fondamentale. Infatti, nel primo caso assumiamo il ruolo attivo dei giudici, e scegliamo in maniera razionale. Nel secondo caso invece rimaniamo destinatari passivi e scegliamo in maniera irrazionale, sulla base dei nostri desideri o delle nostre paure.

Il pensiero critico si schiera a favore di scelte consapevolmente razionali, e invece ritiene che le scelte irrazionali siano rischiose. Non importa che cosa siamo abituati a fare, dovremmo sempre cercare di scegliere sulla base di buone ragioni, perché altrimenti è facile che scopriamo di essere stati vittime delle nostre scelte e non agenti liberi consapevoli. Ecco perché è molto importante capire se un discorso cerca di persuaderci o no, e se cerca di farlo per mezzo di un ragionamento o della retorica.

Nella pratica però non è affatto facile separare nettamente le argomentazioni dalle macchinazioni retoriche. Capita spesso che un persuasore abile intrecci fittamente la retorica alle argomentazioni, per varie ragioni (cercare di dare più forza a un ragionamento debole; apparire vago o ambiguo per difendersi meglio da eventuali attacchi, ecc.).

Altre volte, la retorica consiste semplicemente nel non dire. Per esempio, capita di incontrare ragionamenti in cui la conclusione è omessa e non è affatto implicita. Questa tecnica può servire a catturare l’interesse del massimo numero di persone, perché ognuno è libero di concludere il ragionamento come preferisce.

In ogni caso, l’analisi critica di un discorso non è un procedimento meccanico, e invece richiede molto esercizio. Inoltre, le argomentazioni e gli espedienti retorici non esauriscono i contenuti possibili.

Per esempio, è tipico incontrare nei discorsi le spiegazioni e le definizioni. In entrambi i casi, non si tratta di strumenti propriamente orientati alla persuasione, anche se possono essere usati come tali.

Spiegare qualcosa significa darne le cause. Per esempio, se dico che l’auto si è fermata perché è finita la benzina, non intendo persuadere qualcuno del fatto che l’auto si è fermata. La mia intenzione è invece dare la ragione del fatto che l’auto si è fermata. Chiaramente però, in certi casi una spiegazione può essere usata allo scopo di persuadere. Per esempio, potrei usare il fatto che una certa auto è rimasta senza benzina per sostenere che consuma troppo.

Definire qualcosa invece significa stabilire tutte le proprietà minime che deve possedere. Per esempio, posso definire l’automobile dicendo che si tratta di un veicolo a motore a quattro ruote per il trasporto di persone. In base al contesto, questa definizione può essere più o meno adeguata. Infatti, qualcuno potrebbe sostenere che non tutti i veicoli a motore a quattro ruote per il trasporto di persone sono automobili (per esempio, gli autobus non sono automobili). Oppure potrebbe sostenere che esistono automobili a tre ruote (https://en.wikipedia.org/wiki/Three-wheeler).

Gran parte delle definizioni dipendono infatti dal contesto, che può essere più o meno specialistico. Inoltre, come le spiegazioni, anche le definizioni possono essere usate allo scopo di persuadere. Per esempio, sostenere che un veicolo a motore con tre ruote è un’automobile può essere un modo per cercare di dare valore ai three-wheeler e attirare l’attenzione del mercato.

Riassumendo, le spiegazioni e le definizioni vanno distinte sia dalle argomentazioni, perché in sé non hanno l’obiettivo di persuadere, sia dagli espedienti retorici, perché non fanno propriamente leva sulle emozioni o sul potere evocativo delle parole. Tuttavia, quando sono usate allo scopo di persuadere, anche nelle spiegazioni e nelle definizioni possiamo riconoscere un carattere più o meno argomentativo o retorico.

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