Pensiero critico applicato: analizzare un articolo di giornale

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Un modo classico di praticare il pensiero critico è analizzare un articolo di giornale, con l’obiettivo di individuare eventuali argomentazioni e distinguerle dal materiale accessorio (e specialmente da quello retorico). Ho scelto questo articolo di Gramellini (pubblicato sulla Stampa il 13 gennaio 2017) perché l’autore è piuttosto noto, ha uno stile vivace e il pezzo è breve.

Possiamo dividere il processo di analisi in quattro fasi:

1. Ricerca delle argomentazioni.
2. Separazione delle argomentazioni dalle parti retoriche.
3. Ricostruzione delle argomentazioni.
4. Valutazione delle argomentazioni.

Dopo aver letto l’articolo ed essermi accertato che conteneva almeno una argomentazione, ho cercato di isolare tutte le parti retoriche accessorie. Si tratta di parole, espressioni o frasi che non aggiungono né tolgono niente alle argomentazioni. Le parti retoriche hanno lo scopo di colorare il discorso e di cercare di rafforzare il potere persuasivo delle argomentazioni facendo leva su emozioni e suggestioni, invece che sulla ragione. La pratica del pensiero critico insegna a distinguere e a tenere separate le argomentazioni dalla retorica.

Ho semplificato la categorizzazione della retorica di Gramellini usando per lo più due etichette generali, ironia e metafora, senza scendere troppo nei dettagli delle differenze specifiche. Ho definito la frase “Spesso non esistono nemmeno le case” un’iperbole (cioè un’esagerazione), ma non è detto che non sia da intendere letteralmente. Ecco dunque il testo dell’articolo di Gramellini con le parti retoriche evidenziate.

TITOLO: Guai-fi [Doppio senso: il wi-fi porta guai.]

CORPO: La decisione del sindaco di Trieste di introdurre il wi-fi gratuito sui mezzi pubblici avvicina pericolosamente la città giuliana a Parigi, Londra e altri luoghi di perdizione dell’Occidente succube e depravato. [Ironia] Nei Paesi seri [Ironia] come la Corea del Nord il wi-fi non esiste nelle case, figuriamoci sugli autobus. Spesso non esistono nemmeno le case [Iperbole]. Fortuna vuole [Ironia] che contro l’Internet mondialista e tentatore [Ironia] si sia sollevata in tutta la sua magnificenza [Ironia] la sezione locale della Lega, che ha posto fieramente [Ironia] il veto. La motivazione dei salvini-triestini [Metafora] non fa una grinza [Ironia]: i migranti potrebbero servirsi del wi-fi gratuito per trasformare gli autobus in un bivacco di tappeti [Metafora], dove navigare a sbafo sul web tutto il santo [Ironia] giorno con i loro telefonini quasi sempre rubati [Iperbole ironica], e senza neanche un fratello o una sorella Occhionero (cognome chiaramente ereditato da qualche parente ficcanaso) [Ironia: riferimento ai fratelli Occhionero, arrestati per cyber-spionaggio; se qualcuno si chiama Occhionero, deve essere perché gli hanno fatto un occhio nero per aver cacciato il naso dove non doveva] che si prenda il disturbo di spiarli [Ironia].

A giudicare dai commenti che ho visto fiorire in Rete sotto la notizia, i pensatori da tastiera [Ironia] hanno accolto entusiasticamente la mossa leghista. La linea è: aiutiamoli a casa loro, mandandogli un modem [Iperbole]. Con lo stesso spirito del tempo si potrebbero [Ironia: propriamente “dovrebbero”] chiudere i parchi, noto covo di drogati [Iperbole ironica] e abbattere i ponti sotto i quali dormono tanti barboni. Quanto al wi-fi gratuito, per i cultori della società chiusa a doppia mandata [Metafora] andrebbe posizionato accanto a uno strapiombo, invitando i migranti a fare finalmente un passo avanti [Ironia e metafora].

A questo punto ho stabilito che l’articolo conteneva esattamente una sola argomentazione. Eccola, isolata dal materiale accessorio, ricostruita e valutata. (Indico le premesse con delle P, e la conclusione con una C, preceduta da una linea.)

Ricostruzione dell’argomentazione di Gramellini:

P1) Il sindaco di Trieste ha proposto di introdurre il wi-fi gratuito sui mezzi pubblici della città.

P2) La Lega si è opposta, sostenendo che la misura incoraggerebbe i migranti a infestare gli autobus.

P3) E diverse persone hanno espresso la loro opposizione in rete, sostenendo che sarebbe meglio portare Internet nei paesi di provenienza dei migranti, per indurli a rimanere a casa loro.

P4) Se l’opposizione alla proposta del sindaco di Trieste fosse sufficientemente giustificata, allora sarebbe giusto anche chiudere i parchi per evitare che siano frequentati da drogati o abbattere i ponti per evitare che ci dormano sotto i barboni.

P5 – implicita) Ma chiudere i parchi per evitare che siano frequentati da drogati o abbattere i ponti per evitare che ci dormano sotto i barboni non sembra avere molto senso.


C – implicita) L’opposizione alla proposta del sindaco di Trieste non è sufficientemente giustificata.

Valutazione dell’argomentazione:

Perché secondo Gramellini l’opposizione alla proposta del sindaco di Trieste non ha senso? Perché non sembra di tipo diverso da altri casi di possibile opposizione che sembrano anche essere, e forse più evidentemente, senza senso: i parchi e i ponti, come il wi-fi pubblico gratuito, possono essere utili a tante persone, e il fatto che qualcuno potrebbe abusarne per scopi moralmente o socialmente discutibili non sembra sufficiente a giustificarne la scomparsa.

L’argomento di Gramellini sembra buono. Nota le parti implicite (P5 e conclusione) e la loro importanza. Nell’articolo di Gramellini non ci sono, ma sarebbe strano se il giornalista non fosse disposto a supportarle. In fase di ricostruzione di un’argomentazione bisogna aggiungere tutte le implicazioni che si pensa ragionevolmente e onestamente (secondo il cosiddetto principle of charity) che siano necessarie a completare l’argomentazione.

La premessa 4 stabilisce un paragone ragionevole, la premessa 5 è altrettanto ragionevole, e la conclusione segue necessariamente per applicazione del contrapposto (se non-q, allora non-p) del condizionale espresso da P4 (se p, allora q).

Chiaramente, la valutazione della ragionevolezza di P4 e di P5 dipende dall’assunzione di un certo punto di vista. (Chi si è opposto alla proposta del sindaco di Trieste potrebbe non essere d’accordo, anche se dovrebbe spiegare perché.) Invece, la valutazione della conseguenza logica della conclusione è una questione meramente tecnica (relazione fra un condizionale e il suo contrapposto).

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