Il web “a senso unico” e le sue conseguenze

surfer disappointed

“A ‘web’ of notes with links (like references) between them is far more useful than a fixed hierarchical system.” (Tim Berners-Lee, Information Management: A Proposal, March 1989 – May 1990, disponibile qui.)

Negli ultimi tempi, cerco ogni tanto di segnalare su Facebook un fatto piuttosto grave che riguarda un’importante modifica in corso nella struttura del web. Si tratta del fatto che i link “inter-sito”, cioè quelli che portano da una pagina di un certo sito a un’altra ma di un altro sito, sono sempre meno numerosi.

Questa tendenza è con ogni probabilità una conseguenza dell’implementazione massiccia di uno specifico principio di ottimizzazione dei siti per i motori di ricerca: i link che portano fuori da un sito penalizzano (o penalizzerebbero) il posizionamento di quel sito sui motori di ricerca.

La giustificazione di questo principio è che, se qualcuno arriva al tuo sito ma poi lo lascia perché clicca su un link che lo porta a un altro sito, allora probabilmente il tuo sito è poco interessante; e il motore di ricerca non gli dà molta importanza. Al motore di ricerca non sembra venire in mente che un certo sito può essere rilevante proprio perché permette di trovare altri siti interessanti grazie ai link inter-sito che ospita.

Il principio di ottimizzazione in questione e il ragionamento che lo sostiene non sembrano dunque inattaccabili. Anzi, implicano addirittura una contraddizione che menzionerò più avanti.

Intanto possiamo notare che la diminuzione dei link inter-sito ci sta costringendo a passare e ripassare necessariamente per un motore di ricerca (e specialmente per Google) per poter trovare altre pagine che parlano di un certo tema o gli indirizzi dei siti che sono solo menzionati e non linkati. Conseguentemente, la struttura del web sta cambiando da un insieme di siti interconnessi (come è stato fin dalla sua creazione) a un insieme di siti connessi a senso unico a Google o ad altri motori. Lo schema seguente cerca di chiarire il concetto.

Il web come è sempre stato finora:

Google (o motore di ricerca in generale) -> sito A
Google -> sito B
Google -> sito C
Google -> sito D
Google -> sito E

E, in più,

sito A <-> sito B -> sito C -> sito D <-> sito B -> sito E <-> sito C …

Nel web ossessionato dal ranking, la seconda caratteristica sta scomparendo.

Credo che questa tendenza stia degradando la qualità della navigazione e delle risorse facilmente accessibili. Mi vengono in mente almeno cinque ragioni a supporto di questa conclusione. Infatti, la scarsità di link inter-sito ha almeno queste conseguenze:

1) Penalizza i siti che Google (d’ora in poi lo userò per riferirmi a un motore di ricerca in generale) non considera abbastanza rilevanti ma che potrebbero ben esserlo. Questi siti, non più linkati da altri e relegati al fondo dei risultati di ricerca di Google, sono dunque destinati a rimanere (o a tornare) nell’ombra ed eventualmente a scomparire.

2) Ci rende sempre più schiavi delle keyword e delle logiche di ricerca di Google stesso, che non è affatto detto siano le migliori per trovare risorse interessanti. Anzi, è difficile che i criteri automatici usati da Google per selezionare le pagine più rilevanti in un certo ambito possano essere migliori dei criteri seguiti dagli esseri umani che inseriscono gli hyperlink a mano sui loro siti. Per esempio, pensi che siano più autorevoli le pagine che parlano di genetica suggerite da una pagina autorevole in genetica o quelle suggerite da Google?

3) Limita la libertà di fare scoperte, comprese le scoperte casuali che derivano dalla navigazione da sito a sito, hyperlink dopo hyperlink, a cui siamo abituati. Questa è stata una delle caratteristiche più interessanti di Internet e del web fin dall’inizio.

4) Dà un potere sproporzionato a un sito solo (Google o il motore di ricerca di turno).

5) Implica una navigazione meno avvincente e più lenta della navigazione da sito a sito: Google -> sito A -> Google -> sito B -> Google -> sito C -> Google …

Come accennavo, è anche interessante notare che la penalizzazione SEO dei link che portano fuori da un sito contraddice uno dei criteri più importanti di indicizzazione di un sito, cioè il numero di link che portano a quel sito (vedi gli Steps to a Google-friendly site in questa pagina del Search Console Help di Google).

Infatti, se diminuiscono i link che portano fuori da un sito, allora diminuiscono anche necessariamente i link che portano ai siti in generale (si tratta esattamente degli stessi link!), e ciò porterebbe a una penalizzazione SEO di tutti i siti. La conseguenza logica finale di questo meccanismo sarebbe l’impossibilità da parte di Google di selezionare i siti seguendo il criterio del numero di link che vi ci portano, perché tutti i link sarebbero solo intra-sito. Ma allora Google dovrebbe escludere l’importante criterio di rilevanza “link che portano al tuo sito”. E con che cosa lo potrebbe sostituire?

Non sarebbe strano se Google decidesse di dare ancora più importanza al criterio di indicizzazione principale, cioè la “lettura” diretta delle pagine da parte dei robot alla ricerca di contenuti “rilevanti”. Le virgolette intendono segnalare il fatto che oggi le intelligenze artificiali (AI) riescono sì a trovare keyword o sequenze di keyword; ma sanno anche identificare concetti, e specialmente concetti complessi? Quanto è ampia la distanza fra parole e idee, fra forme e contenuti reali?

A meno che le AI non imparino a leggere i testi come li sa leggere un essere umano istruito e dotato di capacità critiche superiori, l’applicazione diffusa di tecniche di ottimizzazione basate sulla forma potrebbe portare a un’inondazione di pagine che contengono certe parole e certe sequenze di parole, ma che in effetti sono a corto di idee e di argomentazioni. Quindi, anche se riuscissimo a evitare il web a senso unico, il rischio è un web fatto di pagine ancora meno rilevanti, in generale. È ciò che vogliamo? O possiamo sperare che le euristiche si raffinino sempre di più e che le AI evolvano in NI (“natural intelligence”, cioè intelligenze meccaniche più simili a quella umana), come promettono certi filoni di ricerca?

https://en.wikipedia.org/wiki/World_Wide_Web

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